Il mio primo post!

Siccome si tratta del mio primo post, sarebbe appropriato iniziare con una specie di presentazione. Invece preferisco delegare questo compito alla about page, e iniziare ad illustrare alcune mie elaborazioni. Cominciamo con questa foto che mi ritrae mentre fuoriesco da un buco nel muro: si tratta dell’immagine che ho usato per il mio profilo Facebook appena ho attivato l’account.

profile pictureL’idea

Volevo creare qualcosa di divertente per celebrare il mio ingresso nella community di questo popolare social media, avvenuta direi tardivamente in quanto tutti i miei amici, parenti, ex compagni di scuola e colleghi già da diversi anni ne facevano parte.

L’idea mi è venuta fissando l’icona del profilo di default, quella da sostituire con la propria foto, ovvero la classica siluette scura di una persona (generica) su un fondo bianco. Il messaggio che comunica è chiaro ed immediato:

“Hey, perché al posto di questa ombra scura non metti qui la tua foto, così i tuoi amici potranno riconoscerti?”

Oltre a rispondere a questa semplice richiesta, ho pensato che la mia foto dovesse comunicare in maniera altrettanto immediata, ironica e dinamica il fatto che finalmente mi ero deciso a rompere l’anonimato (la frattura nel muro, con la mia siluette che richiama l’icona del profilo di default) e che dunque sarei stato, da questo momento in poi, disponibile a rispondere ad altre domande, come ad esempio che fine avessi fatto in questo periodo di assenza dal web o come mai mi fossi finalmente deciso ad iscrivermi, a chiunque me l’avesse chiesto.

L’elaborazione

Innanzitutto mi serviva una foto adatta a questo tipo di elaborazione, perciò mi sono fatto ritrarre in questa posizione appoggiato ad un muro in modo da avere uno sfondo monocromatico facilmente rimovibile.
Qui ci sarebbe davvero da ridere, perché a casa della mia fidanzata Michela, cioè dove mi trovavo al momento dello scatto, non c’è nemmeno un angolo di muro senza qualcosa appeso: quadri, oggetti e decorazioni (che mi piace chiamare “pécc”, dal dialetto lombardo) riempiono completamente le pareti perciò mi sono costretto in un angolino, quasi in bilico, sulla scala. Dopo la fase di scontorno del mio profilo, ho iniziato a sostituire lo sfondo della foto con un motivo floreale tipo carta da parati, poi ho inserto l’immagine di una vecchia foto dalla quale ho mantenuto solo i bordi rovinati per creare il riquadro dal quale “fuoriesco”. A questo punto ho aggiunto come ulteriore sfondo la foto con l’arcobaleno, scattata da Michela quando ancora faceva l’agente immobiliare, in un parcheggio vicino ad una casa che doveva visionare. Ho scelto proprio questa immagine perché mi piaceva l’andamento diagonale, da destra a sinistra, dell’arcobaleno, che va nella stessa direzione suggerita dal mio movimento. Alcuni dettagli, come ad esempio i brandelli di carta ed alcune ombre dei medesimi sulla carta da parati, sono lungi dall’essere perfetti ma ho pensato che questa trascuratezza accentuasse ulteriormente l’ironia della composizione rendendola più “artigianale”, amichevole e meno professionale, perciò perfettamente adatta allo scopo.

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