Misery (non deve morire)

Per presentare l’ultima nata di Birrifugio Morrigan ho pensato bene di organizzare un’intervista tripla.

Ho fatto qualche domanda a Michela Potenza, la mia compagna birrologa, a Tommaso Bianchi, il mio amico fumettista dal cui schizzo ha preso vita la nuova etichetta, e a Luigi Pellini, scrittore di “Mendicanti d’Autunno” nonché autore insieme a Tommy di “Cronache del Seprio”. E’ stata un’occasione per parlare liberamente dei nostri progetti, inaugurare future collaborazioni e ovviamente bere un po’ di buona birra artigianale…

etichetta Misery

S: Tommy, questa è Misery. La riconosci? Ti ricordi dove eravamo quando l’hai disegnata?

T: Wow… Lucca 2010 giusto?

Eravamo in una locanda se non ricordo male dopo aver passato la giornata in fiera [del fumetto]…che magia quel posto, unico!

Allora una tovaglietta con qualche briciola, della buona birra e l’entusiasmo di dimostrare ai miei compagni di ventura la magia della prima linea! Così con un po’ di coraggio e luppolo nacquero appunto Misery e un incazzoso Wolverine di cui si è persa ogni traccia…per fortuna ahahah

S: Illustrazione e birra sono due mondi che trovano spesso dei punti in comune. Mi vengono in mente ad esempio le etichette con i volti di donna di Sainte Helene ma anche quelle più ironiche di Flying Dog con i disegni ispirati agli schizzi di Hunter ThompsonTommy, che ne dici di darmi qualche disegno da rielaborare sotto forma di etichetta per le prossime birre di Birrifugio Morrigan? In realtà questa idea è venuta a Michela, che si è proprio innamorata della tua Misery

T: Fighissimo! Disegno fumetti e ogni tanto mi dedico all’illustrazione, ma quando si incontrano diversi mondi e si crea una sorta di crossover di gusti, stili e idee per suscitare curiosità e valorizzare la qualità non mi tiro mai indietro 😉

Ho migliaia di sketch e disegni mai pubblicati..quindi via alla produzione comicoluppoloniana!!

interviene anche Michela…

M: quando penso ad una Birra, mi viene sempre in mente una donna speciale, per cui nella mia immaginazione è perfettamente logico che ad ogni Birra corrisponda un volto di donna…si può dire perciò che il disegno di Tommy mi abbia suggerito la ricetta per Misery. Nel pieno del mio momento di crisi, quando mi sembrava che non ci fossero prospettive per il futuro, ed ero completamente demoralizzata, lo sguardo della donna ritratta nel disegno mi ha incoraggiata a rimettermi in gioco. Con i pochi mezzi che avevo a disposizione ho cercato comunque di creare una ricetta di tutto rispetto, per recuperare fiducia in me stessa ed esorcizzare questa “Miseria”. Spero che in futuro possa diventare uno dei vanti di Morrigan. L’onda di entusiasmo per la nuova etichetta e per la nuova ricetta mi ha fatto ritrovare lo stimolo giusto, e caso ha voluto che proprio nello stesso periodo in cui ho concepito Misery mi abbiano pure chiamato per il lavoro che ho sempre sognato: adesso sono aiuto birraio del birrificio Bad Attitude e a breve (questione di mesi) sarò uno dei due birrai che compongono la squadra di produzione.

S: Michela, ma com’è Misery? Cosa caratterizza la sua ricetta e come si manifesta nel bicchiere? Sei soddisfatta?

M: Come ho già anticipato, Misery per me è speciale perché è il risultato positivo del mio impegno e della mia voglia di andare avanti, nonostante i molti ostacoli. Misery rappresenta una delle sfide più difficili vinte con me stessa.

L’ho creata con i pochi ingredienti avanzati in cantina, non potendone comprare altri per la mia “misera” condizione (ecco spiegato il nome!), ho tirato fuori quello che mi rimaneva per ripartire da zero: il mio estro e un buon mix di materie prime, tra cui tanto luppolo! Sono molto soddisfatta del risultato.

Misery è molto simile a una Double IPA, ciò che la caratterizza maggiormente è il mix di luppoli!

Miky

Inaspettatamente sembra proprio che il filo conduttore di questa intervista stia iniziando a ruotare attorno alla parola Miseria, o meglio come abbiamo fatto ad esorcizzarla per portare a termine i nostri progetti personali con il giusto entusiasmo.

S: Luigi, è da poco uscito il tuo Ebook “Mendicanti d’Autunno”. Dopo aver letto qualche racconto la cosa che più mi ha colpito del tuo stile è il contrasto stridente tra una struttura narrativa minimale e moderna (correggimi pure se sbaglio) e l’utilizzo di alcune parole poco usate comunemente, direi pure arcaiche

L: Più che arcaiche, io direi desuete, inusitate. La lingua italiana è un giardino generoso di possibilità, esiste una parola per descrivere quasi ogni cosa, con un significato preciso. La maggior parte delle volte giriamo intorno a un concetto o ad una descrizione semplicemente perchè non conosciamo il vocabolo esatto. Altre volte, invece, la mia scelta è dettata semplicemente dal gusto, dal sapore che la parola lascia in bocca, dal suono che esplode nella mente missato con gli altri suoni che gli stanno intorno. E in ogni caso, è sempre bene ricordare al lettore che sta leggendo un libro, non uno stato di Facebook.

S: Un paio di settimane fa mi è capitato di ascoltare alla radio Roberto Recchioni che presentava il numero 333 di Dylan Dog, un numero un po’ speciale perché è la metà esatta del numero del diavolo 666. E’ un albo scritto e disegnato da Fabio Celoni chiamato “I Raminghi dell’Autunno”. Lo stesso Celoni poi, nel proseguimento dell’intervista radiofonica, ha dichiarato di essersi liberamente ispirato al celebre romanzo di Bradbury“Il Popolo dell’Autunno” (Something Wicked this Way Comes) in cui un circo itinerante di freak sconvolge la tranquillità di una piccola città americana.

Luigi, in che misura ritroviamo Bradbury nei tuoi Mendicanti d’Autunno?

L: Bradbury è indubbiamente uno dei miei autori preferiti, che tra gli altri ha ispirato KingMathesonGaiman. Quando ho pensato alla mia antologia, al mio primo libro, ho deciso che volevo fare quella cosa lìuna raccolta di storie scritta all’ombra di un mondo autunnale, legate tra loro da un sottile filo rosso, con una particolare attenzione ai finali. Il modello è “L’uomo illustrato”, dove si ha una sottotrama che funge da espediente per raccontare altre trame, altre strade e altri mondi. In “Mendicanti d’Autunno” non è unicamente il titolo ad omaggiare Bradbury, solo chi lo conosce a fondo può ritrovare un colore, un paesaggio, uno stato emotivo che farà dire: Ray è stato qui.

S: Luigi, che te pare di Misery? Ci scriveresti una recensione o un racconto alla tua maniera lasciandoti ispirare dell’artwork di Tommy?

L: Più che un racconto o una recensione, a questo punto direi che andrebbe scritta una sceneggiatura per un fumetto. Si vede a colpo d’occhio che la birra ha ispirato a Tommaso una Misery parecchio grintosa, e la grinta è sempre un’ottima benzina per scrivere una storia.

bottiglie Misery

Cronache del Seprio: la Graphic Novel di Tommy e Luigi

S: Parliamo anche del vostro progetto comune “Cronache del Seprio”Tommy ai disegni e Luigi ai testi. Come nasce e come si svilupperà?

L: “Cronache del Seprio” nasce dall’esigenza dei Comuni del Seprio di promuovere una parte del loro territorio, quello storico, paesaggistico e culturale. La formula che hanno scelto è stata quella del fumetto, e qui entriamo in campo io e Tommaso. Contattati da Agostino Alloro, coordinatore del progetto, ci siamo messi al lavoro sui nove paesi. La sfida era quella di non essere eccessivamente didattici, perché il rischio sarebbe stato quello di vedere centinaia, forse milioni di possibili turisti, suicidarsi dopo le prime due o tre pagine. Visto che non volevamo trasformare in un cimitero campale questa esperienza, abbiamo cercato di mediare tra intrattenimento e informazione. Poi è chiaro che “Cronache del Seprio” è un prodotto pensato per tutti e quindi deve essere sempre misurato nei toni e nelle tematiche. Sono convinto che gli splendidi disegni di Tommaso faranno breccia come missili nucleari nei cuori duri e impietriti dei turisti EXPO.

T: Per me e per Luigi il progetto “Cronache del Seprio” è stata anche una grande occasione per sperimentare e per imparare a gestire una potenziale proposta di graphic novel. Abbiamo gestito una mole di lavoro non indifferente, che tocca l’idea generale, la scrittura della sceneggiatura, la realizzazione dei disegni ed infine la cura della stampa definitiva con l’inserimento dei dialoghi.

S: Una cosa che faccio sempre fatica ad accettare è come dalle nostre parti si esaltino e si pubblicizzino delle iniziative intrinsecamente di scarso valore, che più che altro servono ad accaparrare voti e consensi. Per eventi come questo che sono invece frutto di mesi di ricerca e di lavoro, ci si limita alla classica conferenza stampa e all’articolo sul giornale locale. L’eco della notizia sarà perciò molto scarsa. Perché secondo voi non si mette a budget una promozione un po’ più organica tramite il web e i social network? Perché non si organizzano degli incontri con gli autori almeno nelle principali fumetterie regionali? Ne deduco, e non sono affatto d’accordo, che si pensi che dietro queste occasioni non ci possa essere un mercato e che dunque non valga la pena investirci. Voi cosa ne pensate?

T: Penso che qualcuno ogni tanto anche in provincia di ci provi ad andare controcorrente e a proporre un fumetto o delle birre artigianali unite a dei personaggi come Misery, rendetevi conto che follia…che cosa “aliena” da queste parti!!!

A parte gli scherzi, anche “Cronache del Seprio” è un’iniziativa diversa e coraggiosa, un progetto che non è passato inosservato ed ha portato dei benefici sia per il territorio che per gli autori ancor prima di vedere la luce in modo ufficiale.

Per quanto riguarda l’eco della notizia hanno fatto diversi articoli, interviste e dedicato i giusti spazi sui giornali provinciali e in web nell’attesa che sia divulgato il progetto stampato. [S: ecco ad esempio un articolo su La Provincia di Varese]. Poi il tutto sarà come una mostra itinerante e ci sarà pubblicità costante durante tutto l’anno sia sui giornali che in web in modo che sempre più gente abbia la possibilità di leggerlo e incontrare gli autori.

Noi vi aspettiamo all’inaugurazione del fumetto, per la data sbirciate sui giornali o su faccialibro (ancora non ci è stata comunicata) R n’ f roll!

L: Dalle nostre parti si promuovono le attività di chi è già inserito all’interno di un circuito, tutti gli altri, sostanzialmente, non sono nessuno. Probabilmente se al mio posto, o quello di Tommaso, ci fosse stato dentro un nome di grido, uno qualunque, avrebbero martellato in testa con “Cronache del Seprio” fino ad inchiodarlo sulla fronte di ogni Varesino in possesso di un cranio.

S: Luigi sei stato ironico e lapidario come sempre 😀

Nel mio piccolo vi prometto che cercherò di pubblicizzare il più possibile queste iniziative, esattamente come sto facendo ormai da un paio d’anni con i miei lavori e con l’attività di Michela.

A questo punto, se vi è piaciuta l’intervista, vi consiglio anche:

Mendicanti d’Autunno di Luigi Pellini su Amazon

La Gallery di Tommaso Bianchi su Deviantart

birra in compagnia
Date anche un’occhiata alle altre foto scattate ieri sera  in compagnia di amici (con me,  Michela e Tommy) durante la degustazione di Misery direttamente dalla pagina Facebook di Birrifugio Morrigan.

C’è anche la  recensione di Misery scritta da Michela sulla pagina Googleplus di Birrifugio Morrigan.

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8 pensieri su “Misery (non deve morire)

      1. E invece è mattina, ieri non ho fatto in tempo^^
        Oh, il blogroll non mi segnala più i tuoi aggiornamenti, non so perché.

        Comunque, bella intervista e bel lavoro.
        Avete parlato davvero di tutto, eh! E’ una birra crossmediale… ahaha!
        Bellissima anche l’idea dell’opuscolo informativo versione fumetto.
        Secondo me è una cosa bella e innovativa, davvero.

        Moz-

      2. Grazie Miki!
        Son contento che ti sia piaciuta l’intervista. Si, è stata molto cross-mediale. Forse tanta carne al fuoco, ma volevo fare quest’esperimento…
        Se non ricevi gli aggiornamenti, basta tenere d’occhio i social…mi pare un ottimo sistema 😀

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